Convergenza morfologica - Palma Palmae

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Convergenza morfologica

Convergenza morfologica tra cicadee e palme.
  
Tra le piante legnose, le cicadee possono ragionevolmente essere considerate dei "fossili viventi". Esse hanno assistito, sopravvivendo fino ai nostri giorni, alla nascita e all'estinzione dei dinosauri. Ebbero la loro massima diffusione nel Giurassico, 170 milioni di anni addietro, periodo durante il quale costituivano una delle principali sorgenti di cibo degli erbivori di allora, ma la loro storia parte già dal Permiano superiore, 250 milioni di anni fa. Insieme a felci arboree, con cui condividevano l'architettura, Equiseti e a diversi gruppi di gimnosperme, come il genere Gingko presente allora con svariate  specie tutte molto simili a Gingko biloba, relitto vegetale tutt'oggi vivente, le Cycadophytina, con l'attuale ordine Cycadales, hanno caratterizzato in modo particolarmente significativo la flora del Mesozoico (da 248 a 65 MA). Durante il Cretaceo (da 144 a 65 MA), quando la Pangea il supercontinente formatosi alla fine del Paleozoico (da 600 a 248 MA) cominciò a frammentarsi per formare i sette continenti, le cicadee erano al massimo del loro sviluppo. L'isolamento spaziale dei gruppi portò alla differenziazione dei generi attualmente conosciuti. La loro storia evolutiva è, comunque, oggi, in pieno studio. Oggi all'ordine Cycadales appartengono un numero relativamente esiguo di piante rappresentato da 3 famiglie, 11 generi e circa 185 specie distribuite in aree relitte e disgiunte della fascia intertropicale del globo. Più precisamente: Bowenia, con 2 specie in Australia; Ceratozamia, con 11 specie in America; Chigua, con 2 specie in America; Cycas, con circa 35 specie distribuite dal Madagascar all'Asia orientale fino alla Polinesia; Dioon, con 10 specie in America; Encephalartos, con circa 50 specie in Africa, con una maggiore densità  in Sud Africa; Zamia, con 50 specie in America; Microcycas, con una sola specie in America e straordinario endemismo di Cuba; Lepidozamia, con 2 specie in Australia. Sono tipicamente dioiche e, pur essendo delle Gimnosperme,  il loro habitus ricorda molto quello delle palme. È straordinario constatare che piante che distano temporalmente, nella loro apparizione sul pianeta Terra, oltre 100 milioni di anni possiedano caratteristiche di forma estremamente simili. Un'affinità morfologica unisce i vegetali che per primi sono riusciti a produrre semi con quelle piante considerate nei vertici dell'evoluzione filogenetica. Questa convergenza morfologica ricorda la più nota convergenza evolutiva esistente tra alcune specie di Euphorbia, prevalentemente diffuse in Africa e legate ad ambienti semidesertici, con altre specie della famiglia Cactaceae, tipicamente americana, dove si apprezza una spiccata somiglianza di forma determinata da una ottimizzazione di adattamento ad habitat confrontabili. Nella similitudine di forma tra gli undici generi appartenenti all'ordine Cycadales e il mondo delle palme esiste, tuttavia, una certa differenza. Il genere Cycas (ma anche Microcycas, Encephalartos e Dioon) emette una corona di foglie, in numero variabile, ma l'allungamento e la distensione delle singole foglie e foglioline procede simultaneamente. Una certa variabilità nella sequenza dell'emissione delle foglie si riscontra in Zamia, Ceratozamia, Chigua, in parte in Lepidozamia e, più ancora, in Bowenia e Stangeria. La somiglianza diviene davvero straordinaria nel genere Macrozamia, tutte specie tipicamente australiane, dove la fase fenologica della fogliazione è graduale e del tutto paragonabile a quella delle palme; ma le affinità non finiscono qui. Così come esistono palme dallo stipite sotterraneo (Sabal minor), anche nel mondo delle cicadee si riscontrano forme e sviluppi paragonabili; in Encephalartos villosus "radici e fusti contrattili" producono una trazione verso il basso che riesce a mantenere il tronco ipogeo. Alcune palme, come  è noto, raggiungono altezze considerevoli; nel genere Dioon esiste una specie, Dioon spinulosum che supera i 15 m di lunghezza del tronco. Il diametro dello stipite di Jubaea chilensis raggiunge anche 1,5 m di diametro; nelle cicadee non è infrequente un tronco di 1 m di larghezza. La lunghezza delle foglie in Lepidozamia hopei ma anche in Encephalartos hildebrandtii, supera 3 m e, secondo la suddivisione del lembo, essa è di tipo pennato, come del resto in molte specie di palme; non esistono, tuttavia, cicadee con foglie palmate o costapalmate. Una caratteristica unica, comunque, delle cicadee è la presenza di alcune radici che non seguono la consueta direzione ma si dirigono verso la superficie del terreno: le radici apogeotropiche. Su queste si addensano numerosi tubercoli che formano le cosiddette "radici coralloidi". È questa la sede di un'importante simbiosi con colonie di cianobatteri, alghe azzurre che hanno la capacità di fissare l'azoto atmosferico. La somiglianza sta anche nell'etimologia della parola Cycas, il genere da cui prende nome l'intero ordine Cycadales: koykas, un nome di origine greca usato per indicare un tipo di palma. Alcune volte sono proprio le forti somiglianze che celano enormi differenze. È proprio questo il caso delle cicadee rispetto alle palme... ancestrali che si ripropongono virtualmente nell'immediato presente, nel pieno divenire, nella plasticità evolutiva e nella variabilità di quella famiglia formata da oltre 2500 specie accertate botanicamente...  Palmae.
  
Manlio Speciale
 
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